
“Per i greci, che la chiamavano ‘psyché’, la farfalla è il simbolo dell’energia vitale che si nasconde dentro ciascuno di noi e, allo stesso tempo, della volontà di lottare contro la propria natura per trasformarsi in qualcosa di meraviglioso.” (cit. io nel mio romanzo Chocolate & the City) ♥
La farfalla è un simbolo ricco di significati legati alla metamorfosi in moltissime culture ed è spesso connessa al percorso interiore di trasformazione che conduce alla liberazione dai propri limiti e condizionamenti interiori e alla rinascita di un nuovo sé migliore e più consapevole.
Quindi, la prossima volta che osserveremo una farfalla volteggiare davanti ai nostri occhi, fermiamoci un istante a goderci quel momento e ricordiamoci le quattro lezioni più preziose che possiamo imparare da lei.
Se non cambi niente, niente cambia
Un bruco deve affrontare un immenso cambiamento per diventare una farfalla. Questo cambiamento è essenziale per la sua crescita. Allo stesso modo, se vogliamo migliorare, dobbiamo modificare qualcosa nelle nostre vite: abitudini, credenze, mentalità, carattere, atteggiamento. Accettare il disagio iniziale come parte naturale del percorso è fondamentale per la nostra evoluzione. Piccoli cambiamenti, come praticare la gratitudine quotidiana, cambiare la routine mattutina per includere l’esercizio fisico o lavorare sulla nostra autostima, possono nel lungo periodo dar vita a vere e proprie rivoluzioni.
Non a caso “l’effetto farfalla” è una locuzione riconducibile alla teoria del caos, secondo la quale piccole variazioni nelle condizioni iniziali producono grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema. Nella metafora della farfalla, il movimento di molecole d’aria generato dal battito delle sue ali potrebbe causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano. In altre parole: una singola e piccola azione può modificare il futuro (un po’ come in Sliding Doors). Dobbiamo quindi immaginare le nostre piccolissime azioni quotidiane come battiti d’ali di una farfalla: anche se oggi non ne comprendiamo l’impatto, tra uno, cinque o dieci anni quelle stesse azioni avranno fatto una differenza enorme nelle nostre vite. Ecco perché dobbiamo diventare consapevoli e cambiare le piccole cose che facciamo ogni giorno, in modo che non rispecchino chi siamo, ma chi vogliamo diventare.
La solitudine è necessaria e bellissima
Quando il bruco è pronto per iniziare la sua metamorfosi, si ritira in solitudine, un passo essenziale per la sua trasformazione finale. La solitudine ci permette di connetterci con noi stesse a un livello più profondo, dove risiede la nostra vera bellezza. È in quei momenti di introspezione che possiamo scoprire chi siamo veramente e cosa desideriamo diventare.
La solitudine non è dunque un momento negativo, ma una preziosa opportunità per la nostra crescita personale. Quando siamo sole con noi stesse riusciamo a far emergere la nostra voce interiore, elaborare le nostre emozioni e trovare la chiarezza necessaria per prendere le decisioni più importanti, senza farci confondere dal rumore di troppe voci.
La solitudine inoltre ci consente di riscoprire il piacere della nostra stessa compagnia perché solo quando stiamo bene con noi stesse possiamo costruire relazioni emotivamente costruttive e appaganti con gli altri. (Read that again!)
Lasciar andare è la chiave
Il bruco lascia andare ciò di cui non ha più bisogno per diventare una farfalla. Allo stesso modo, dobbiamo imparare a lasciar andare persone, situazioni e cose che ostacolano il nostro miglioramento e la nostra realizzazione.
Lasciar andare non significa necessariamente chiudere la porta con rabbia, ma anche riconoscere quando una relazione, di amore o di amicizia che sia, non ci arricchisce più e non è più in linea con la persona che siamo o che vogliamo diventare.
Lasciar andare è anche decidere di dimenticare un passato che oramai non esiste più e che alla lunga rischia di tirarci sempre più giù come una zavorra.
E lasciare andare è anche “liberare” la nostra parte più vera e autentica, senza dar peso a quello che dirà la gente. Ci sarà chi non capirà quello che fai, che lo criticherà; qualcuno ti invidierà addirittura ti odierà. Ci sarà anche chi ti mostrerà (vera o finta) indifferenza. E tu fidati di me: lascia andare anche loro…
Solo liberandoci del superfluo nella vita e nella mente possiamo fare spazio al nuovo e al meraviglioso.
L’oro è già in ognuno di noi
Crisalide viene dal greco, precisamente dalla parola “chrusòs” che significa oro. Secondo la tradizione alchemica, l’oro sta a rappresentare il punto più alto del percorso interiore. La scintilla necessaria per il nostro risveglio è già in noi. Dovremmo solo cercarla di più.
E non sto qui a farti i soliti discorsi triti e ritriti del “sei perfetta così come sei” perché, indovina un po’? Non lo sei. Proprio per niente. Magari in te alberga invidia nei confronti di qualcuno a te vicino. Forse rancore o rabbia. Magari sei superba e convinta dalla nascita di avere ragione tu, sempre e comunque. O non sei sempre corretta con il prossimo e anteponi il tuo interesse a quello degli altri. Ad ogni modo, l’unica cosa certa è che hai dei difetti (e no: “sono troppo buona” o “mi fido troppo degli altri” non sono difetti, ma sono le frasi tipiche di chi è troppo superbo per ammettere di avere qualcosa da correggere). Per cui, cara amica “troppo buona”, cerca anche tu cosa non va in te e se non trovi niente, cerca meglio…!
E mentre lo fai ricorda che però dentro di te c’è una scintilla, piccola piccola, e quella scintilla cresce ogni volta che scegli non di essere fedele a ciò che sei, ma di essere fedele alla versione migliore di te stessa. Non di restare bruco, ma di diventare una splendida farfalla. Solo allora, come ci insegnano gli alchimisti, il piombo si trasformerà in oro. E solo allora ti accorgerai che quell’oro, dentro di te, c’è sempre stato.
♥
“Nasciamo con un bruco di anima, il nostro compito è dargli ali e volo.”
Alejandro Jodorowsky