Una guida per le decisioni: il tuo mentore interiore

Una guida per le decisioni: il tuo mentore interiore

Capita, alle volte, di trovarci davanti a un bivio, magari perché dobbiamo fare una scelta difficile o perché abbiamo un dubbio su quale sia la decisione giusta da prendere. Può accadere nella vita personale come in quella professionale. L’esercizio di coaching  che ti propongo qui di seguito può esserti d’aiuto proprio in casi di questo tipo. L’esercizio consiste nel trovare un tuo mentore interiore e farti “consigliare” da lui (o lei, ovviamente).

Occorre una premessa: chi è il “mentore interiore”? 

Si tratta di una guida, di un maestro, di un consigliere che ci aiuta e sostiene nei momenti in cui abbiamo bisogno di ispirazione.

La parola viene dal greco Μεντωρ (Mentor) ed è per lo più ricondotta al termine μενος (menos, “mente”, “intelligenza”). L’origine è da attribuirsi al nome di Mentore, personaggio dell’Odissea e, precisamente, di colui al quale Ulisse affidò il figlio Telemaco prima della sua partenza da Itaca. In realtà, nel poema epico il personaggio di Mentore ebbe anche una connotazione spirituale in quanto, sotto le sue sembianze, si celava la presenza divina della dea Atena che, in questo modo, riusciva a guidare e ispirare Telemaco.

Fu con l’opera Les Aventures de Télémaque, fils d’Ulysse di Fènèlon che il nome “mentore” ha assunto il significato che conosciamo oggi.

A bene vedere, la figura del mentore è presente da sempre e in ogni ambito: Socrate ad esempio lo era per i suoi allievi in quanto non si limitava ad insegnare, ma li stimolava attraverso la sue domande a elaborare nuovi schemi di pensiero e a trovare nuove risposte. Anche Virgilio, che allegoricamente rappresentava la ragione, fu un mentore per Dante nel suo viaggio attraverso l’Inferno e il Purgatorio. Oppure, per tornare ai giorni nostri, mentore (straordinario!) è il Maestro Yoda nel film Star Wars.

Il mentore è dunque colui che, grazie alla sua profonda saggezza e alle sue conoscenze, ci ricorda i nostri valori fondamentali, sa dirci la parola giusta e sa farci riconnettere con la nostra essenza più profonda.

Il mentore è quindi una figura essenziale nella nostra vita. Tutti dovremmo averne uno (o più).

Secondo uno dei coach più preparati e competenti al mondo, Anthony Robbins, la scelta di un modello al quale ispirarsi è uno dei modi migliori per “raggiungere l’eccellenza”. Secondo il nostro Tony infatti, “bisogna assumere a proprio modello qualcuno che abbia già fatto quel che voi volete fare“.  E mi permetto di aggiungere: qualcuno che è già come voi vorreste essere.

Non si tratta infatti solo di prendere a modello chi ha raggiunto l’obiettivo che volete raggiungere voi e replicare i suoi comportamenti, ma anche di provare a ragionare utilizzando i suoi schemi di pensiero. 

Lasciatevi ispirare!

Lasciate che chi ne sa più di voi vi insegni; lasciate che chi è più saggio vi renda più sagge. Lasciate che chi è migliore in un determinato ambito vi indichi la strada per il miglioramento.

 – ESERCIZIO – 

  1. Scegli uno mentore o più di uno se preferisci. Puoi individuarne uno in ambito professionale e uno nella sfera personale. La scelta può essere ancora più specifica: ad esempio scegli un mentore che ti ispiri sicurezza se la tua carenza di sicurezza è ciò su cui devi lavorare o uno che sia un modello di integrità se hai da affrontare una situazione problematica dal punto di vista etico e così via. Può trattarsi di una persona esistente o del passato, di qualcuno che conosci direttamente o di un personaggio di fantasia.
  2. Ricorda a te stessa quali sono i motivi per i quali quella persona rappresenta  una fonte d’ispirazione. Quali sono le sue caratteristiche che anche tu vorresti avere? Quali sono i valori che te la fanno apprezzare così tanto? Perché ti senti così ispirata da lei?
  3. Chiudi gli occhi e ponigli/le le questioni che stai cercando di risolvere. Immagina proprio di essere seduta in un posto che dia pace e tranquillità di fronte al tuo mentore e di avere tutto il tempo per confrontarti su di una determinata problematica. Puoi anche portare avanti un vero e proprio dialogo. Su quali valori ti dice di concentrarti? Cosa ritiene più importante? Cosa secondo lui è giusto fare? In sostanza, cosa farebbe se fosse al tuo posto?
  4. Scrivi poi tutto quello che ti viene detto. Anche una sola parola può essere una porta verso un modo nuovo se sai interiorizzarla e farla tua.

Potrebbe sembrarti un giochetto idiota (grazie per la stima comunque… 😉) e invece è tutt’altro: il role modeling, vale a dire l’utilizzo di un modello positivo di riferimento viene utilizzato da moltissime persone: gli sportivi, gli attori, i professionisti in ambito aziendale. Probabilmente tu stessa avrai avuto un modello in alcune fasi della tua vita: un genitore, un’amica o anche una conoscente.

Ti dirò di più: anche quando leggi un libro e ti lasci ispirare dalle sue parole, in realtà ti stai in qualche modo già avvalendo del role modeling.

Un’ottima critica a questo punto potrebbe essere la seguente (e se ti è venuta in mente, ti faccio i miei complimenti): “un mentore in carne e ossa o anche un libro possono insegnarmi qualcosa di nuovo. Come faccio invece a dire a me stessa qualcosa che io stessa non so?”. In realtà se riesci davvero a metterti nei panni di qualcuno e a immedesimarti a fondo nei suoi schemi di valori e convinzioni, riesci anche a ragionare  secondo gli schemi mentali di quella persona. Qui sta la forza di questo esercizio: puoi arricchire te stessa ragionando in modo diverso da come fai abitualmente e non solo vedendo le cose da un punto di vista diverso, ma vedendole dal punto di vista di chi, in quel determinato contesto, ne sa più di te.

Ed ecco perché non sono una fan delle influencer. Ne parleremo presto…

“Quando scegli un Maestro, scegli cosa vuoi diventare”

cit.

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